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Strasburgo, aprile 2011. Linee guida specifiche per materiali e oggetti a contatto con alimenti in diverse leghe metalliche, i corrispondenti metodi di analisi in assenza di misure specifiche armonizzate e redazione di una Dichiarazione di conformità coerente

Oggetti e componenti costruiti con leghe metalliche, quali ad esempio trafile per la pasta, raccorderie e caldaie per le macchine del caffè, teglie da forno, piastre di cottura in ghisa, contenitori di vario genere e utensili domestici, destinati al contatto con gli alimenti possono rilasciare ioni metallici nei cibi. Questo può comportare possibili rischi per la salute del consumatore se la percentuale di metallo supera i valori di riferimento tossicologici oppure un’alterazione inaccettabilmente le caratteristiche organolettiche del cibo.

Di conseguenza, si è deciso di stabilire una risoluzione per regolamentare questo settore sulla base dei requisiti generali dettati dall’articolo 3 del Regolamento CE 1935/2004 il quale prevede che “i materiali e gli oggetti devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d’impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche”.

Diversi documenti tecnici, in continuo aggiornamento per stare al passo con il progresso scientifico e tecnico, sono destinati a fornire indicazioni sulle leghe metalliche utilizzate come contatto alimentare e definiscono i limiti di rilascio specifici per i singoli ioni metallici, oltre che per contaminanti e impurezze e i corrispondenti metodi di analisi per la valutazione di conformità.

La Commissione Europea di esperti nel settore dei materiali a contatto con alimenti e dei prodotti farmaceutici ha prodotto i seguenti documenti tecnici:

Technical Document n°1:
Specific release limits (SRL) for metal ions;

Technical Document n°2:
Specific guidelines for metals and alloys used as food contact materials and articles;

Technical Document n°3:
Explanatory note on Resolution Res AP (2011) on Metals and Alloys used as food contact materials and articles;

Technical Document n°4:
Analytical methods for release testing of food contact materials made from metals and alloys;

Technical Document n°5:
Declaration of compliance and documentation for metals and alloys used as food contact materials and articles;

 

A breve sarà possibile consultare questi documenti sul sito del nostro Istituto TiFQ



Bruxelles, 28.11.2013. “Orientamenti dell’Unione sul regolamento (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, per quanto concerne le informazioni all’interno della catena di approvvigionamento

Un problema fondamentale è la valutazione dei rischi e dei pericoli nell’intera catena di fabbricazione degli oggetti in materiale plastico. Ogni singola fase a partire dal produttore del polimero allo linea di formazione e stampaggio. L’utilizzatore del polimero deve garantire che il suo processo non contamini una materia prima idonea la cui conformità deve essere dichiarata dal produttore del polimero.

Di conseguenza è essenziale uno scambio di informazioni ottimizzato per garantire la conformità dell’oggetto finale, il quale dovrà essere verificato mediante prove nelle prevedibili condizioni di utilizzo (simulante, tempo, temperatura)

In altre parole, la comunicazione a monte e a valle nella catena di approvvigionamento può contribuire a individuare informazioni pertinenti che permettono a fornitori e clienti di svolgere adeguatamente il loro lavoro sulla conformità.

 

Bruxelles, 21.02.2014. Orientamenti dell’Unione sul regolamento (UE) n. 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari”

Tale documento di orientamento tratta gli aspetti generali del regolamento sulle materie plastiche e da specifiche spiegazioni:

  • Su ciò di cui tratta e ciò di cui non tratta il regolamento sulle materie plastiche;
  • Sulle categorie funzionali di additivi e sostanze ausiliarie della polimerizzazione;
  • Sulle sostanze incluse nell’elenco dell’Unione;
  • Sul perché alcune sostanze sono esentate dall’inclusione nell’elenco dell’Unione e disposizioni applicabili per tali sostanze;
  • Sullo stato di biocidi in materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
  • Sugli additivi a doppio uso;
  • Sulle disposizioni transitorie.

 

01.01.2016: Fibre di vetro aggiunte alle plastiche e requisiti del regolamento CE 10/2011

A partire dal 1 gennaio 2016 si applicano anche per le fibre di vetro i requisiti per gli additivi utilizzati nella produzione di materiali plastici previsti dall’articolo 5 del regolamento CE n. 10/2011.



Ministero della Salute, 20 Maggio 2014. “Indicazioni da parte del Ministero della Salute per i controlli su oggetti in lega metallica diversa dagli acciai inossidabili (rivestiti e non) e su oggetti rivestiti di smalto porcellanato destinati al contatto con alimenti”

La valutazione della conformità al contatto alimentare deve essere effettuata caso per caso, e si basa su tre fattori principali:

  • La conoscenza della composizione della lega metallica
  • La conoscenza della tipologia di alimenti a cui l’oggetto è destinato
  • La valutazione del rischio di eventuali sostanze migrate nell’alimento in condizioni di utilizzo il più possibile riproducenti le reali condizioni d’uso.

L’indicazione ministeriale classifica gli oggetti in ceramica diversamente dagli oggetti in smalto porcellanato:

  • Relativamente agli oggetti in ceramica il Decreto Ministeriale 4/4/85 prevede la ricerca analitica di Piombo e Cadmio, in condizioni di cessione prestabilite (acido acetico al 4%, 22°C per 24 ore, diversi limiti a seconda degli oggetti). Infatti la legislazione sulle ceramiche, armonizzata a livello comunitario, prevede limiti solo per Piombo e Cadmio proprio in virtù della composizione degli oggetti disciplinati.
  • Relativamente agli oggetti in smalto porcellanato definiti anche come “ceramiche tecniche”, la raccomandazione del Ministero prevede la verifica della composizione della lega e del rivestimento superficiale, al fine di tracciare l’eventuale migrazione dei metalli ivi presenti, migrabili alla stessa stregua di Piombo e Cadmio, che non vengono assolutamente considerati. Pertanto la verifica della migrazione dei singoli costituenti.


METALLI E LORO LEGHE
Possibilità di impiego dei seguenti materiali:

  • Acciaio al carbonio zincato
  • Acciaio al carbonio rivestito
  • Ghisa
  • Rame e leghe (ottoni, bronzi, cupronichel)
  • Titanio e leghe (per i suddetti materiali l’idoneità all’uso è subordinata alla composizione e al contenuto massimo di impurezze considerate tossiche come definite dal DLgs n. 31/2001)
  • Acciaio inox (per gli acciai inossidabili il decreto rimanda alla normativa sui materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti – Decreto Ministeriale 21 marzo 1973 e successivi aggiornamenti – che richiede la migrazione specifica di cromo e nichel)
  • Alluminio (i manufatti in alluminio devono rispondere ai requisiti imposti dal DPR n. 777 del 23 agosto 1982 e dal DL n. 108 del 25 gennaio 1992).

MATERIE PLASTICHE
Per quanto riguarda i materiali plastici, fino al 2011 il DM n.174/2004 faceva riferimento alla lista positiva contenuta nella regolamentazione nazionale relativa ai materiali a contatto con alimenti (DM 21 marzo 1973). Il 14 gennaio 2011 è stato pubblicato il Regolamento n.10/11/CE che armonizza a livello comunitario i materiali plastici utilizzati a contatto con alimenti e che è conseguentemente diventata la norma di riferimento anche per l’utilizzo di questi materiali a contatto con acqua potabile.

GOMME NATURALI E SINTETICHE
Per questo gruppo di materiali possono essere utilizzati:

  • Elastomeri, sostanze di partenza, additivi e coloranti previsti dalla legislazione sui materiali a contatto con alimenti (Decreto Ministeriale 21/03/1972)
  • Ossido di ferro, acido miristico e suoi Sali alcalini, potassio idrossido, sodio pirofosfato, esafluorodipentametilene.

L’idoneità è subordinata al controllo della migrazione globale e specifica qualora indicata per i costituenti, i coadiuvanti e i coloranti.

MATERIALI A BASE DI SOSTANZE IDRAULICHE
I prodotti ed i coadiuvanti che possono essere incorporati nei cementi, nelle malte e nei calcestruzzi utilizzati per la fabbricazione dei materiali a base di leganti idraulici sono i seguenti:

  • fibre metalliche in accordo con Allegato I
  • fibre minerali non metalliche
  • fibre organiche (fibre naturali cellulosiche, fibre di poliolefina..)
  • aggiunte minerali
  • aggiunte organiche

SMALTI PORCELLANATI, CERAMICHE E VETRI

  • Gli smalti porcellanati devono rispondere alle norme riportate all’art. 2, punto c, del D.Lgs n.108 del 25 gennaio 1992; Le ceramiche devono rispondere alle norme specificate dal DM 4 aprile 1985 “Disciplina degli oggetti in ceramica destinati ad entrare in contatto con i prodotti alimentari”;
  • Gli oggetti in vetro devono rispondere a quanto disposto dal DM 21 marzo 1973 relativo ai materiali a contatto con alimenti.

 



Il giorno 23 Marzo 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale n. 25/2012 del Ministero della Salute “Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano”, che abroga il D.M. 443/90 “Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili”.

Con la pubblicazione del DM 25, molte sono le cose destinate a cambiare nell’universo del trattamento dell’acqua destinata al consumo umano e le conseguenze di questo cambiamento interesseranno i produttori, i distributori, gli installatori, i manutentori e anche i consumatori, ossia gli utenti finali.

Il Decreto Ministeriale n. 25/2012 si inserisce in un contesto critico, in quanto la pubblicazione del decreto 443 risale al 1990, quando ancora non era disponibile una regolamentazione relativa alla qualità dell’acqua potabile (la Direttiva 98/83 è stata pubblicata nel 1998 e recepita in Italia nel 2001 con il D.Lgs n.31). Inoltre dal 1990 ad oggi il panorama produttivo delle tecnologie per il trattamento dell’acqua si è notevolmente ampliato, sia per quanto riguarda la tipologia dei prodotti disponibili, sia per quanto riguarda l’attenzione alle fasi relative alle loro prestazioni, alla loro installazione e alla loro gestione.

Un primo punto molto importante di questo nuovo Decreto riguarda il costruttore e il distributore, che hanno la piena responsabilità di mettere in commercio apparecchiature “sicure”, sia per quanto riguarda i requisiti generali di sicurezza che per quelli specifici, il che significa ad esempio conformità dei materiali costruttivi al contatto con acqua destinata al consumo umano (DM 174/2004). Inoltre per poter garantire che l’acqua trattata resti sempre conforme ai requisiti di legge (DLgs n.31) è lasciata all’utilizzatore stesso la facoltà di valutare le performances del prodotto, effettuando prelievi prima e dopo il trattamento, e confrontandole con quanto dichiarato dal produttore.

In secondo luogo, il Decreto specifica chiaramente la responsabilità per il produttore ed il venditore circa cosa debba essere presente nelle istruzioni e nei manuali di montaggio ed istruzione delle apparecchiature, soprattutto evidenziando l’importanza della corretta manutenzione, che deve essere affidata ad aziende competenti, in grado di fornire supporto ed assistenza, e delle procedure di progettazione, installazione e collaudo delle apparecchiature connesse alla rete idrica, che devono essere svolta a cura di imprese abilitate all’esercizio di queste attività (DM 37/2008 ex legge 46/90).

Tutto ciò consentirà dunque solo a produttori e distributori “seri” di operare nel mercato, in quanto solo questi potranno fornire la “progettazione”, insieme al prodotto, ed in quanto l’installatore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità, che metterà il consumatore al riparo da qualsiasi successivo danno, anche derivante da pubblicità false e ingannevoli relative alle prestazioni dei prodotti , poiché essi dovranno essere pubblicizzati utilizzando esclusivamente argomentazioni fondate su dati scientifici comprovati (nazionali e non) e non generiche.

Scarica il testo del Decreto Ministeriale n.25/2012


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