05/02/2016 Uncategorized

Nel codice etico viene espresso l’impegno e la responsabilità dell’Istituto TIFQ e dei suoi collaboratori nella conduzione delle proprie attività, nel rispetto dei principi di imparzialità, correttezza e trasparenza.

L’Istituto TIFQ opera con la finalità di eleggere la qualità igienica come principale elemento qualificante nell’intera filiera agro-alimentare e pone come proprio traguardo la costruzione di un “Sistema di Qualità Igienica” di respiro europeo.

Perchè un “Sistema“? Perchè la volontà di TIFQ è qualificare e tutelare ancora di più i differenti ambiti produttivi propri dell’intera filiera alimentare – come ad esempio i costruttori di tecnologie, le industrie di trasformazione, la distribuzione e la ristorazione – tutti protagonisti della realtà alimentare in un unico scenario che, seppure già riconosciuto ed apprezzato nel mondo, necessita di nuovi strumenti di salvaguardia nei confronti di una concorrenza sempre più spinta e molto spesso sleale. Per non tralasciare la componente più significativa della filiera, e cioè il consumatore finale, TIFQ ha deciso di elevare proprio la tutela di questo a riferimento prioritario della sua attività.

La particolare situazione del mercato europeo ed italiano, in cui la carenza di controlli in materia igienico-costruttiva delle macchine e degli impianti alimentari permette la presenza sul mercato di macchine ed impianti a basso costo (che nonostante la marcatura CE contravvengono a norme igieniche e di sicurezza), spiega la diminuita competitività di alcuni nostri prodotti su mercati più evoluti (es. Stati Uniti e Giappone).

In questa prospettiva TIFQ vuole arrivare a definire dei criteri igienici che mettano in condizione i costruttori di costruire macchine alimentari eccellenti e i produttori di utilizzare macchine ed impianti alimentari concepiti per preservare la sicurezza e l’igiene dell’alimento. Per raggiungere questo obiettivo, TIFQ intende utilizzare un completo monitoraggio relativo agli schemi progettuali e ai materiali impiegati nella costruzione delle macchine alimentari, parallelamente allo studio e alla messa punto di eventuali nuove tecnologie per valutare il rilascio di sostanze indesiderate verso gli alimenti da queste processate. Vuole inoltre acquisire un ruolo propositivo nei confronti dei produttori, che saranno chiamati a definire quali sono le caratteristiche che possono rendere una tecnologia di elevato livello anche ineccepibile dal punto di vista igienico.

Ritenendo che un approccio prettamente igienico venga applicato per la prima volta alle problematiche tecnologiche delle tecnologie alimentari, sia a livello nazionale che internazionale, l’Istituto TIFQ conta sull’acquisizione di nuove conoscenze e competenze per mettere i produttori in condizioni di realizzare macchine ed impianti realmente sicuri e qualitativamente molto competitivi: per garantire questo ha composto un team di ricerca in cui sono presenti dipartimenti universitari ed enti pubblici di provata competenza, uniti ad aziende leader di settore e ad associazioni operativamente attive.



13/01/2016 Uncategorized

Aggiornamento al decreto del Ministro della sanita’ 21 marzo 1973 recante: “Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire a contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale” limitatamente agli acciai inossidabili

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 16 dicembre 2013, aggiorna il D.M. 21 marzo 1973 limitatamente agli acciai inossidabili e abroga il D.M. n.258 del 21 dicembre 2010 (Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire a contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale, limitatamente agli acciai inossidabili).

Esso autorizza all’uso a contatto con gli alimenti alcune nuove categorie di acciaio e introduce una novità rispetto al precedente indicando, per determinate tipologie di acciaio, la destinazione d’uso (es. coltelleria) e le condizioni di prova a cui devono essere sottoposte.

E’ possibile scaricare il testo del decreto e il suo allegato cliccando sui link elencati di seguito oppure visionare lo stesso sul sito della Gazzatta Ufficiale.

Testo del decreto

Allegato I – Parte A

Allegato I – Parte B


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09/01/2016 Uncategorized

TIFQ-logo-DM-25-2012

Le apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo umano, sia in ambito domestico che professionale, sono disciplinate dal Decreto Ministeriale n.25/2012. Tale decreto, oltre al requisito di conformità dei materiali a contatto con il D.M. n.174/2004, impone che il costruttore stabilisca le condizioni d’uso, di manutenzione e il tempo di vita operativa delle apparecchiature, dandone chiara ed esplicita informazione ai clienti ed agli eventuali rivenditori e installatori terzi.

Il Marchio di Qualità per i sistemi di trattamento dell’acqua viene rilasciato da TIFQ al termine di una procedura che si sviluppa attraverso:
– la verifica e l’accertamento della conformità dei materiali utilizzati a contatto con acqua al D.M. n.174/2004;
– l’esecuzione di una sperimentazione per verificare le performance del prodotto (efficacia ed efficienza del trattamento, fine vita a seguito di saturazione del sistema, fine vita a seguito di pause di non utilizzo);
– verifica del manuale d’uso e manutenzione e delle istruzioni di accompagnamento;
– audit annuale per la verifica del mantenimento dei criteri di conformità.

Al termine della procedura, insieme al Marchio di Qualità viene rilasciato un dossier tecnico che raccoglie in modo completo e sempre aggiornato la documentazione relativa alle attività di verifica e sperimentazione svolte, oltre alladichiarazione di conformità dell’apparecchiatura al DM 25/2012.

Decreto Ministeriale n. 25/2012 Decreto Ministeriale n. 174/2004
Decreto Legislativo n. 31/2001

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09/01/2016 Uncategorized

Prima dell’emanazione del Decreto Ministeriale N. 174/2004 in Italia la legislazione relativa ai materiali utilizzabili a contatto con acqua potabile risultava così articolata: al DLgs. 31/2001 Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano si affiancavano infatti di Decreto Ministeriale del 21 Marzo 1973 Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire a contatto con le sostanze alimentari e successivi aggiornamenti, e la Circolare n.102 del 02/12/1978 Disciplina igienica concernente le materie plastiche, gomme per tubazioni ed accessori destinati a venire in contatto con acqua potabile e da potabilizzare. Nessuna delle due regolamentazioni era in realtà specifica per l’acqua potabile.

Il D.M. 174/2004 Concernente i materiali e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano è entrato in vigore nel 2007 e ha disciplinato i materiali a contatto con acqua destinata al consumo umano.

I punti salienti del D.M. 174/2004 sono i seguenti:

  • Indicazione di liste positive per la composizione dei materiali;
  • Indicazione dei limiti di migrazione globale in acqua ad opportune condizioni di contatto e dei limiti di migrazione specifica per molti elementi e composti (monomeri, additivi, cariche, soloranti, coadiuvanti di processo, ecc.);
  • Obbligo di garantire la non “sfavorevole” alterazione delle caratteristiche organolettiche dell’acqua potabile come definite dal D.Lgs. n. 31/2001 e l’assenza di cessione di sostanze tossiche non regolamentate.

ELENCO DEI MATERIALI AMMESSI

Metalli e loro leghe (per tali materiali, l’idoneità all’uso è subordinata alla composizione e al contenuto massimo di impurezze considerate tossiche come definite dal DLgs. 31/2001):

  • Acciaio al carbonio
  • Ghisa
  • Acciaio al carbonio zincato
  • Acciaio inossidabile
  • Rame e leghe
  • Alluminio
  • Titanio e sue leghe
  • Leghe per la brasatura

Materiali a base di leganti idraulici, smalti porcellanati, ceramiche e vetri

  • Fibre (metalliche, non metalliche, organiche)
  • Aggiunte (minerali, organiche)
  • Smalti porcellanati
  • Ceramiche
  • Vetri

Materie plastiche

Gomme (naturali, sintetiche)

 

L’elenco completo dei materiali ammessi dal D.M. 174/2004 e i relativi limiti di composizione è scaricabile dalla sezione Documenti del sito TIFQ.


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