Le competenze chiave in azienda per affrontare un futuro digitale e sostenibile

Maggio 13, 2021

Per affrontare con successo un futuro che si prospetta denso di cambiamenti e trasformazioni, ne sono esempi la trasformazione digitale e la transizione ecologica, le imprese devono considerare con particolare attenzione la formazione interna delle proprie risorse, in modo di accrescere e migliorare le competenze professionali chiave e le abilità trasversali dei propri collaboratori.

La crescita delle competenze in azienda rientra in un più ampio quadro di rilancio della competitività e della produttività del Sistema-Paese come ben espresso nella prima delle sei missioni del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in particolare nella componente “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo” a cui sono destinate risorse per 30,98 miliardi di euro (dei 50 totali destinati alla Missione 1). Si giocano sulle persone anche le carte della missione 2 del PNRR, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che prevede quasi 70 miliardi di euro di investimenti, parte dei quali dedicati allo sviluppo dell’economia circolare e della filiera dell’idrogeno, alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici e alla modernizzazione delle infrastrutture idriche. È in questi contesti che si inseriscono le opportunità di finanziamenti da parte del Governo dei percorsi formativi nel settore dell’industria meccanica.

Un breve excursus nel passato evidenza come, nel mondo imprenditoriale, l’importanza di coniugare le competenze professionali con le abilità trasversali, come il problem solving e la leadership o la capacità di gestire il tempo in modo efficace, per citarne solo qualcuna, si sia fatta strada tra gli anni ’90 e il 2000, portando aziende, anche di settori diversi, a investire su percorsi formativi in ambito soft skill, per migliorare le interazioni sociali in azienda, le modalità di affrontare il proprio lavoro e, di conseguenza, le performance aziendali.

Se ai tempi, percorsi formativi sulle competenze trasversali erano più ad appannaggio di poche aziende nel panorama italiano, oggi la necessità di progettare interventi formativi mirati si fa più urgente, dal momento che il sistema industriale è in fase di forte trasformazione dei propri processi.  

È di recente pubblicazione un articolo de Il Sole 24 Ore che riportando lo studio sulle Professioni 2030: il futuro delle competenze in Italia, a cura di Manpower Group, Ernst & Young e Pearson, pone l’accento su quelle che sono oggi le priorità della formazione aziendale articolate su un ventaglio di temi e tra questi, le soft skill fanno registrare una crescita di interesse. 

Le competenze trasversali e interpersonali assumeranno quindi un ruolo di maggiore importanza e affiancheranno le competenze tecniche in un mix più adatto ad affrontare i cambiamenti in atto. Saranno tre, infatti, i cluster portanti delle professioni del futuro: competenze fondamentali, competenze aggiuntive e competenze “ibridanti”.

Le competenze “fondamentali” saranno richieste ai lavoratori indipendentemente dall’occupazione svolta e dal settore di riferimento: l’apprendimento e ascolto attivo, l’adattabilità, la capacità di comprensione degli altri e il problem solving. 

Le competenze “aggiuntive”, come la capacità di analisi, conoscenze e abilità tecniche, abilità di base come le strategie di apprendimento, attitudini cognitive quali l’originalità, e abilità sociali come la persuasione, andranno a completare il quadro insieme alle competenze “ibridanti”, come le conoscenze in psicologia, informatica, gestione di impresa, capacità di valutazione sistemica, ideazione e originalità, capacità di persuasione e adattabilità. 

L’azienda che intende innovarsi è chiamata, dunque, ad adeguare i propri sistemi gestionali a metodologie di attenzione nei confronti delle risorse umane che si concretizzano in accrescimento delle loro abilità personali, professionali, trasversali. Individuare e progettare percorsi formativi adeguati alle necessità dei propri collaboratori – volti ad assicurare performance efficaci, indispensabili per facilitare il raggiungimento degli obiettivi aziendali – dovrebbe essere la priorità di ogni impresa, in particolare in questo periodo storico.

E questo perché la centralità del capitale umano dall’interno di ogni realtà imprenditoriale non potrà mai essere rimpiazzata dall’inarrestabile sviluppo dell’intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione di sistemi e processi, che sono invece una opportunità verso nuove prospettive. Creatività, innovazione, intuito e visione a 360° non saranno mai sostituiti da algoritmi, per quanto utili a monitorare e ottimizzare l’efficacia sul lavoro. 

Nel suo ruolo di supporto tecnico, TIFQ – società controllata da ICIM GROUP – progetta percorsi formativi che coniugano competenze professionali e tematiche soft skills in linea con le esigenze delle aziende che intendono accrescere il proprio valore imprenditoriale e differenziarsi sui mercati di riferimento.

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