L’Italia del riciclo 2020 – I numeri presentati nel rapporto

Febbraio 16, 2021
https://www.tifq.it/wp-content/uploads/2021/02/08_Riciclo-300x225-YhEEu1.jpeg

È stato presentato il nuovo rapporto L’Italia del Riciclo 2020, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNICIRCULAR, l’Associazione che rappresenta le Imprese e le Associazioni di imprese dell’economia circolare, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Ispra.

L’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica e sociale derivate dal Covid-19 hanno lanciato una nuova sfida nella gestione dei rifiuti urbani e speciali nel nostro Paese. Causa pandemia c’è stato una comprensibile riduzione delle attività degli impianti, riduzione alla quale gli operatori del settore hanno cercato di sopperire al meglio, alla luce dei rinvii e dei tagli degli investimenti programmati, oltre ai ritardi dovuti all’ulteriore rallentamento della Pubblica Amministrazione nel rilascio e aggiornamento delle autorizzazioni e nelle procedure di gara. Il Rapporto presenta lo stato dell’arte del settore e una serie di proposte per rilanciare il piano d’azione per l’economia circolare così come pubblicato dalla Commissione Europea a marzo 2020.

Il Rapporto registra una richiesta unanime di semplificazione normativa e burocratica, un’accelerazione dei processi autorizzativi e una semplificazione delle procedure EoW (End of Waste). L’emergenza ha evidenziato anche alcune carenze di dotazione impiantistica (soprattutto per la frazione organica) e la necessità di nuove tecnologie di riciclo per alcune tipologie di rifiuti (plastiche e RAEE). Con l’aumento della quantità di rifiuti riciclati, occorrerà promuovere un impiego più consistente dei materiali generati dal riciclo dei rifiuti, rafforzando il ricorso a prodotti e beni riciclati negli acquisti pubblici verdi (GPP) e introducendo l’obbligo di un contenuto minimo di riciclato per determinati prodotti, anticipando le azioni previste dal nuovo Piano europeo sull’economia circolare. Occorre, infine, che i prezzi riflettano i reali vantaggi e i reali costi anche ambientali: quando ciò non avviene, occorre intervenire con il contributo ambientale, con la fiscalità o con un uso combinato dei due strumenti, per disincentivare gli impatti negativi sull’ambiente e sulle risorse e per riconoscere i benefici ambientali derivanti dall’uso di prodotti “circolari”.

Lo stato del riciclo in Italia: i dati
Nel 2019 il riciclo si è tenuto su un buon livello: parliamo di 9,6 Mt di rifiuti da imballaggio avviati a riciclo, il 3% in più rispetto al 2018. Quanto alle diverse filiere, la quota di riciclo degli imballaggi di carta e cartone rimane stabile rispetto al 2018 (a fronte di una diminuzione di circa l’1% degli immessi al consumo vs l’anno precedente). La raccolta differenziata di rifiuti di imballaggio in vetro ha visto una crescita del 10% rispetto all’anno precedente (del 77% di riciclo rispetto all’immesso al consumo). Anche la plastica fa registrare un incremento della quantità complessiva degli imballaggi avviati al riciclo rispetto all’anno precedente, pari a 5%. Risultati negativi per gli imballaggi in alluminio, che crescono del 6% (73,4 kt) rispetto al 2018, mentre i quantitativi di rifiuti di imballaggio in alluminio avviati a riciclo diminuiscono del 5%, attestandosi a 51 kt, corrispondenti al 70% dell’immesso al consumo (-8%).

L’impatto della pandemia sulle attività del riciclo
Contestualmente alla presentazione del rapporto, sono stati illustrati i dati relativi a un’indagine sull’impatto della pandemia sulle attività del riciclo (su un campione cosi composto: 46% imprese, 33% consorzi di filiera, 8% Utility, 3% associazioni di categoria, 10% vari – studi di consulenza, enti pubblici, autodemolitori).
I risultati mostrano come più della metà degli intervistati (53%) ha riscontrato riduzioni significative delle raccolte differenziate tra marzo e maggio rispetto allo stesso periodo del 2019; tra giugno e agosto la percentuale di intervistati che ha riscontrato riduzioni scende sotto al 50%, il rifiuto organico è calato del 15% durante il lockdown (l’aumento del rifiuto domestico è stato bilanciato dalla diminuzione del rifiuto da utenze collettive come mense, ristoranti, pubblici esercizi).

ICIM SpA è accreditato per rilasciare le certificazioni della sostenibilità bio-based e dell’economia circolare.

16 febbraio 2021

Sede
SOLUZIONI E SUPPORTO TECNICO PER LA CRESCITA DEL VALORE IMPRENDITORIALE DELLE IMPRESE.

Capitale Sociale € 10.000,00 interamente versato – C.F./P.IVA e Iscriz. Reg. Imprese n. 04725630968 – R.E.A. n. MI-1767708

Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di ICIM GROUP.